Regione Lombardia: al via monitoraggio su indisponibilità e carenza di farmaci

Regione Lombardia: al via monitoraggio su indisponibilità e carenza di farmaci

A partire dal 2020 la Regione Lombardia darà il via a una sistematica azione di monitoraggio per intercettare tutti gli episodi di carenza e indisponibilità di farmaci, provvedimento che è parte integrante del programma Regole di sistema per il 2020, il piano annuale di interventi in campo sanitario previsti dalla Regione.

Secondo le definizioni adottate dall’AIFA, per “carenza” di un medicinale si intende la sua non reperibilità sull’intero territorio nazionale, in quanto il titolare A.I.C. (Autorizzazione all’immissione in commercio di un farmaco) temporaneamente non può assicurarne una fornitura adeguata e continuativa.

La carenza sul mercato di un farmaco può essere determinata da diversi fattori, tra cui, per esempio, l’irreperibilità del principio attivo, problematiche legate alla produzione, provvedimenti a carattere regolatorio, imprevisto e massiccio incremento nelle richieste di un determinato medicinale o emergenze sanitarie nei paesi di produzione. Spesso carenze legate a criticità produttive sono legate alla non-redditività di farmaci “datati” o di basso costo.

La carenza vera e propria di un medicinale va però distinta dalla sua momentanea “indisponibilità“, causata invece da distorsioni delle dinamiche distributive e riconducibili al fenomeno del “parallel trade”, che sfrutta le differenze di prezzo dei farmaci sui diversi mercati.

Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia, prevede che il provvedimento sarà accolto favorevolmente dalle farmacie lombarde: «Collaboriamo con la Regione dal 2014, ossia da quando è stato condiviso un protocollo grazie al quale le farmacie segnalano casi di indisponibilità che poi l’assessorato analizza e indirizza alle altre Autorità competenti per intervenire».

Ulteriore vigilanza verrà inoltre assicurata dall’istituzione di un nuovo flusso dati tra Direzione generale Welfare, Asst (aziende ospedaliere), Ats (aziende sanitarie lombarde) e farmacie del territorio, «al fine di dare regole uniformi a tutti gli operatori e non creare canali alternativi di acquisto dei medicinali».

«In caso di carenza confermata da Aifa ma non di indisponibilità» recita il piano «sarà a carico delle Asst l’importazione e l’erogazione dei farmaci», con costo a carico del Servizio sanitario regionale e non dell’assistito.

L’obiettivo, sottolinea la Regione, è quello di non far mai mancare ai lombardi i farmaci di cui hanno bisogno, che si tratti di consumo in ospedale o sul territorio.