RFID

Progetto Sperimentale in stand by per il probabile utilizzo a livello europeo del  “Data Matrix”. 

La filiera del farmaco si presenta come una realtà complessa e con forte e crescente attenzione al tema della tracciabilità dei flussi di materiali in quanto caratterizzata da prodotti “sensibili” e ad alto valore unitario.

L’esigenza di razionalizzare i processi e la garanzia di qualità del prodotto nonché la lotta alla contraffazione, ai furti e agli errori di somministrazione spingono alla ricerca di tecnologie complementari e/o alternative al tradizionale codice a barre per l’identificazione automatica degli item.L’Rfid è l’acronimo di Radio Frequency Identification e sta ad indicare una tecnologia in grado di ricevere e trasmettere in radio frequenza le informazioni contenute nel chip ad un transceiver Rfid.La differenza infatti tra il barcode e il tag Rfid è che l’Rfid non è un’etichetta ma un “computer” su cui possono essere scritte (e riscritte) varie informazioni relative all’oggetto che si intende riconoscere e quindi è uno strumento estremamente efficace per identificare e tener traccia oggetti, posizioni, animali o persone.Pertanto negli ultimi anni la procedura di riconoscimento automatico ha suscitato molto interesse in tutti i settori industriali affermandosi sempre più come strumento di identificazione a supporto dei processi logistici anche nel settore farmaceutico soprattutto nel contesto internazionale.La recente liberalizzazione delle frequenze da parte del Ministero delle Comunicazioni (13 luglio 2007) ha colmato il divario tecnologico tra l’Italia e gli altri Paesi europei, incoraggiando sperimentazioni in loco.

Il primo passo verso l’applicazione della tecnologia Rfid a livello di filiera è stato mosso nel 2007 dal Consorzio Dafne che ha commissionato all’Rfid Solution Center (iniziativa promossa dalla School of Business del Politecnico di Milano in collaborazione con HP e Intel) uno studio di fattibilità tecnica e gestionale per verificare l’applicabilità della tecnologia Rfid a livello di “collo” su una specifica porzione della supply chain farmaceutica. Questo primo studio si è infatti concentrato sul processo logistico di ricevimento merci del distributore intermedio, nel caso specifico realizzando il pilot presso il magazzino di Novate Milanese del Gruppo Comifar.

Nel corso del 2008 Dafne ha inteso proseguire la sperimentazione attraverso un altro pilot applicato ai flussi in uscita da un distributore primario – Neologistica di Origgio (VA), ed i corrispondenti flussi in entrata di un distributore intermedio – Comifar di Novate Milanese sempre con applicazione di tag a livello di “collo”.

 

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Articolo su DataCollection (Ed. TeMi)-settembre 2010- “La Logistica Collaborativa e la tecnologia RFID nel settore Farmaceutico” →

Articolo su Rivista LOGISTICA MANAGEMENT di settembre 2009 →

Articolo su Rivista LOGISTICA mese di giugno 2009 →

Articolo Il Sole24 Ore – Lomdardia del 10/6/2009 →

FOCUS Logistica Aprile 2009 – Articolo Sperimentazione RFID Dafne, Comifar, Neologistica →

Sperimentazione RFID – Executive Summary 2009 →