La Fattura Elettronica: un fattore abilitante

La Fattura Elettronica: un fattore abilitante

Il tracciato xml fattura è stato modificato per integrare meglio i dati anche nei rapporti di fatturazione elettronica B2B. Un obbligo, una possibilità o una opportunità? Ne parliamo con Robert Braga, Dottore Commercialista, Fondatore e Presidente di PROdigitale.

Gli obiettivi dichiarati dall’Agenza delle Entrate che hanno portato alla pubblicazione della versione 1.6 regole tecniche della fattura elettronica sono sostanzialmente rinvenibili nella volontà di: facilitare la generazione della precompilata IVA e precompilata liquidazione IVA periodica, riduzione dei controlli post dichiarazione e aumento dei confronti pre-dichiarativi tra Agenzia delle Entrate e contribuenti. Vi sono poi degli aspetti operativi che possono invece interessare la platea degli operatori economici, in primis gli uffici amministrativi: come rendere più rapida e sicura la contabilizzazione dei dati nei software gestionali stante la possibilità di interazione e integrazione nelle relazioni B2b.

Nel momento in cui scriviamo, le modifiche introdotte sortiranno effetto dal 1 ottobre 2020 con un periodo facoltativo di utilizzo previsto fino al 31 dicembre; dal 1 gennaio 2021 diverranno obbligatorie.

Ipotizzando una possibile roadmap operativa, il tempo intercorrente fino alla prima finestra del 4 maggio potrà essere impiegato per aggiornare il sistema gestionale e formare il personale interessato. Dal 4 maggio invece, ci si adopererà per testare il corretto funzionamento del gestionale con i nuovi codici tabellari e verificare il corretto apprendimento da parte del personale addetto. Ad ogni modo il consiglio è quello di anticipare il più possibile la data di definitiva adozione delle nuove regole tecniche rispetto a quella del 1 ottobre 2020 al fine di non incappare in inevitabili sanzioni per errata formazione del documento. Questa evoluzione dello schema del formato xmlfattura, infatti, porta con sé una inevitabile necessità di maggiore attenzione nella compilazione dei nuovi dati tabellari.

 

Codice <TipoDocumento>

Un primo esempio di modifica delle regole tecniche riguarda i nuovi codici del <tipoDocumento> che passano dalle attuali 7 a ben 18 tipologie.

Innanzitutto sono state previste delle differenziazioni in merito alle fatture sin d’oggi emesse con codice TD01; tale codice sarà destinato a descrivere le fatture immediate e quelle accompagnatorie prevedendo invece i nuovi codici TD24 e TD25 per quelle differite. Non solo, sono stati previsti appositi codici per l’addebito di IVA in capo all’emittente vuoi per autoconsumo (codice TD27) vuoi per splafonamento IVA (codice TD21).

Le modifiche hanno anche riguardato quella serie di fatture c.d. «facoltative» che se predisposte e trasmesse attraverso il Sistema di Interscambio evitano la compilazione e trasmissione telematica dell’esterometro passivo: i codici sono TD17, TD18 e TD19 rispettivamente destinati ad accogliere gli acquisti di servizi esteri, gli acquisti intracomunitari di beni e quelli da soggetti esteri non titolari di P.IVA. Nella tabella sottostante sono riportate tutte le varie tipologie documentali.

Queste differenziazioni però, se non preventivamente conosciute, portano con sé alcune insidie legate alla corretta identificazione e compilazione dei dati, ad esempio, dei soggetti da indicare nei campi cedente/prestatore e cessionario/committente. Ad esempio solo i codici TD21 (autofattura da splafonamento IVA) TD22, TD23 (entrambe per estrazione di beni dai depositi IVA) e TD27 (autoconsumo e cessioni gratuite) devono riportare la medesima p.IVA sia per cedente che per cessionario. Oppure per i codici TD17,TD18 e TD19 la P.IVA non può essere quella italiana nella compilazione del campo <IdPAese> del cedente. Questi sono alcuni esempi che determineranno lo scarto del file xmlfattura da parte del Sistema di Interscambio.

 

Codice <Natura>

Una ulteriore importante modifica sempre in ottica di maggior controllo preventivo da parte dell’Agenzia delle Entrate e di predisposizione della dichiarazione IVA annuale precompilata ha riguardato la tipologia <NATURA>; sono infatti passate da 7 a ben 21 le codifiche totali. In particolare sono state meglio specificate le operazioni non soggette distinguendo quelle disciplinate dagli artt. da 7 a 7- septies del DPR 633/72 (codice N2.1) da tutte le altre (codice N2.2). Inoltre, le operazioni non imponibili hanno trovato una loro distinzione ben specifica separando le esportazioni (codice N3.1) dalle vendite in ambito europeo (codice N3.2) passando da San Marino (codice N3.3) per arrivare alla città del Vaticano (N3.4). Le operazioni non imponibili per dichiarazione di intento ricevuta da controparte ottengono il codice N3.5. Di particolare interesse anche il vecchio codice N6 ora suddiviso in ben 9 sottocategorie per accogliere le varie tipologie di inversione contabile partendo dalla cessione dei rottami (N6.1) attraverso quella dell’oro (N6.2), del settore edile (N6.3), dei fabbricati (N6.4), dei telefoni cellulari (N6.5), degli altri prodotti elettronici (N6.6), delle prestazioni nel comparto edile (N6.7), del settore energetico (N6.8) per arrivare alla residuale N6.9 per tutti gli altri casi.

Nelle tabelle sottostanti vengono rappresentate tutte le tipologie.

 

Le altre modifiche

Le regole tecniche hanno poi subito ulteriori modifiche per quanto riguarda il campo <DatiRitenuta> ad oggi destinato ad indicare la ritenuta subita in capo alla persona fisica o giuridica emittente fattura. Campo che diviene oltremodo ripetibile più volte e che accoglie quelle informazioni riferite alla trattenuta previdenziale di alcuni soggetti che sino ad oggi hanno destato non pochi problemi ai responsabili amministrativi. Mi riferisco ad esempio alla gestione enasarco per gli agenti e rappresentanti di commercio. Sono stati pertanto previsti i seguenti codici:  RT03 contributo INPS, RT04 contributo Enasarco, RT05 contributo Empam e RT06 per gli altri contributi previdenziali.

Anche le <ModalitàPagamento> hanno subito una integrazione con l’aggiunta del codice MP23 per l’indicazione del pagamento tramite il servizio PagoPA

L’importo del campo imposta di bollo non è più da indicare obbligatoriamente e se compilato erroneamente con un importo diverso da euro 2,00 ciò non comporterà uno scarto della fattura (che sarà quindi considerata fiscalmente valida) e che andrà comunque ad aggiungersi (per l’importo esatto) al conteggio del totale da versare così come predisposto dal servizio disponibile nell’area riservata del sito «fatture & corrispettivi».

Da ultimo, ma non certo per importanza, l’adeguamento del campo sconto/maggiorazione agli 8 decimali: un problema riscontrato da molti operatori economici fino alla versione 1.5 e che ora saranno risolti.

Si pone infine l’attenzione sulla implementazione di una informazione NON obbligatoria ma che in termini di compliance e sicurezza può risultare importante ovvero il nuovo attributo «SistemaEmittente». La finalità di natura puramente informativo/statistica è stata prevista con un nuovo attribute nello schema XSD, opzionale, che consente di identificare il sistema attraverso il quale è stato prodotto il file XML.

 

Se da un lato il legislatore impone nuove tipologie di documento e nuovi codici natura, dall’altro spetterà agli operatori economici sfruttare al meglio queste differenziazioni nei rapporti B2b. Solo così si potrà parlare di vera #integrazionedigitale.

Tabella modifiche campi XMLFattura

TD01Fattura
TD02Acconto/Anticipo su fattura
TD03Acconto/Anticipo su parcella
TD04Nota di Credito
TD05Nota di Debito
TD06Parcella
TD16Integrazione fattura reverse charge interno
TD17Integrazione/autofattura per acquisto servizi dall’estero
TD18Integrazione per acquisto di beni intracomunitari
TD19Integrazione/autofattura per acquisto di beni ex art.17 c.2 DPR 633/72
TD20Autofattura per regolarizzazione e integrazione delle fatture (art.6 c.8 d.lgs. 471/97 o art.46 c.5 D.L. 331/93)
TD21Autofattura per splafonamento
TD22Estrazione beni da Deposito IV A
TD23Estrazione beni da Deposito IVA con versamento dell’IV A
TD24Fattura differita di cui all’art.21, comma 4, lett. a)
TD25Fattura differita di cui all’art.21, comma 4, terzo periodo lett. b)
TD26Cessione di beni ammortizzabili e per passaggi interni (ex art.36 DPR 633/72)
TD27Autoconsumo e cessioni gratuite senza rivalsa