DAFNE Open Innovation: le prime due startup premiate dall’ecosistema del Consorzio DAFNE

DAFNE Open Innovation: le prime due startup premiate dall’ecosistema del Consorzio DAFNE

Il Consorzio DAFNE, certo del ruolo primario che le startup potranno avere nell’evoluzione di aziende e supply chain, ha avviato l’iniziativa DAFNE Open Innovation: un’iniziativa volta a individuare le principali startup attive nel mondo della salute.

L’iniziativa, che nel 2020 è stata condotta con la collaborazione di PoliHub Innovation District & Startup Accelerator – l’incubatore del Politecnico di Milano gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano – ha visto l’analisi delle startup e scaleup presenti all’interno del network e l’identificazione successiva di 16 realtà.

In occasione del Convegno Nazionale del Consorzio “Digital For Health”, tenutosi lo scorso 20 febbraio 2020 presso l’Auditorium G. Testori di Palazzo Lombardia a Milano, sono state premiate la startup vincitrice – secondo l’espressione del Consiglio di Amministrazione del Consorzio DAFNE – e la startup maggiormente votata dai partecipanti intervenuti al Convegno.

La startup vincitrice, BiomimX, è un pioniere nella generazione di modelli predittivi di organi e patologie umane che rivoluzioneranno il modo di testare nuovi farmaci. Integrando la coltura cellulare 3D e la stimolazione meccanica, BiomimX propone la prossima generazione di organi battenti su chip, che porta a modelli preclinici più affidabili, veloci, reattivi e convenienti per lo screening dei benefici e della sicurezza dei farmaci.

La seconda startup che ha ottenuto il riconoscimento dal pubblico è μEryLō (μicro Erythrocyte Lōading), che sta sviluppando un dispositivo innovativo in grado di lavorare direttamente al fianco del paziente, caricando il farmaco nei suoi globuli rossi. Il core tecnologico è racchiuso nella cartuccia di caricamento, un dispositivo monouso nel quale avviene la procedura di caricamento del farmaco vera e propria. Con questo dispositivo sarà possibile combinare la terapia personalizzata prescritta dal medico con un carrier biologico autologo (Globuli Rossi – GR), senza sconvolgere le pratiche cliniche abitualmente in uso. Il meccanismo di caricamento, basato su effetti biomeccanici, garantisce un’ampia flessibilità, essendo adattabile a quasi tutti i tipi di farmaci chemioterapici, ma anche a diverse tipologie di sostanze.

Le due startup – nelle persone di Paola Occhetta, CEO di BiomimX, e Monica Piergiovanni, cofondatrice di μEryLō – sono state ospiti di Maurizio Melis, nella trasmissione Smart City su Radio24. È possibile ascoltare le interviste qui per BiomimXμEryLō.